2/24/2009

La cultura in lutto per la morte di De Martiis

La cultura in lutto per la morte di De Martiis
il Centro — 05 luglio 2004 pagina 01 sezione: AVEZZANO
ROMA. E’ morto venerdì sera in una clinica romana, Plinio De Martiis, nato 84 anni fa a Giulianova. De Martiis era il fondatore della galleria La Tartaruga, luogo storico dell’arte romana. Aveva esordito come fotografo alla fine degli anni Quaranta, riuscendo a dare dignità artistica a un’arte considerata minore. Suoi scatti apparvero sulle pagine dell’Unità, dell’Espresso e del del Mondo. Nel 1954, spinto da amici come Mafai, Turcato, Scarpitta, Maccari, Leoncillo, aveva aperto la galleria La Tartaruga, in via del Babuino, come luogo specificamente dedicato all’arte contemporanea. Nelle sue sale, per la prima volta in Europa, esposero artisti americani del calibro di Raushenberg, De Kooning, Franz Kline. Dopo questa esperienza, cessata nel 1962, De Martiis aveva aperto una nuova galleria a piazza del Popolo dove, a fianco di pittori affermati come Mafai, Burri, Leoncillo, Pirandello, Colla, Scarpitta, esordirono i giovani Schifano, Festa, Twombly, Ceroli, Pascali, Kounellis. La raccolta dei Cartelli segnaletici delle varie mostre tenute in via del Babuino (recentemente esposti nella Calcografia nazionale di Roma, nelle cui collezioni sono stati acquisiti), le sue fotografie di artisti e opere dell’attività galleristica da lui svolta (esposte dal critico Bonito Oliva alla Biennale di Venezia), i cataloghi delle sue mostre, la rivista La Tartaruga da lui edita sono tante significative testimonianze della qualità del suo lavoro culturale. «Con la scomparsa di De Martiis», Walter De Berardinis, di Giulianova, «un grave lutto colpisce la nostra città. Con lui scompare uno dei maggiori scopritori della Pop Art in Italia. Alcuni giorni fa, la presidenza della Regione Abruzzo aveva dato l’assenso per la valutazione all’assegnazione della medaglia Aprutium su mia indicazione. Recentemente Giampiero Mughini, ha dedicato un intero capitolo del suo libro “Che belle le ragazze di via Margutta”. Il capitolo in questione si intitola “Un fotografo che somigliava a Dustin Hoffman”, e parla diffusamente della sua vita. Ultimamente, il Museo d’Arte dello Splendore (il Mas) di Giulianova, aveva invitato l’artista per una sua personale nella sua città d origine».

Nessun commento: