12/08/2009
12/06/2009
La questione Belvedere arriva anche su Facebook.
MOSCIANO. La questione Belvedere arriva anche su Facebook. Sul sito del popolare social network è stato creato un gruppo in difesa delle aquile fasciste che campeggiano sulla balaustra del monumento moscianese. «Adotta una delle aquile del belvedere di Mosciano», è questo il nome del gruppo creato dal giornalista giuliese Walter De Berardinis e che finora conta circa 50 iscritti. Un’iniziativa nata spontaneamente dopo le polemiche nate in seguito alla decisione dell’amministrazione di recuperare l’area adiacente il Belvedere: un recupero che potrebbe portare all’abbattimento delle aquile di epoca fascista. Proprio in difesa di quelle aquile, gli aderenti del gruppo propongono di adottarle e trasferirle nelle proprie abitazioni, piuttosto che vederle abbattute. «Il mio giardino può ospitare tutte le aquile», è il provocatorio slogan posto a descrizione del gruppo che negli ultimi giorni ha continuato ad avere adesioni nonostante il ritiro, da parte dell’amministrazione comunale, della delibera che autorizzava il recupero dell’area adiacente il Belvedere. Un ritiro che, secondo molti, è solo un modo per prendere tempo: pare infatti che, dopo le dovute modifiche, la delibera verrà riproposta in consiglio comunale per essere approvata. Un fatto che scatenerebbe certamente reazioni tra i membri del gruppo pro aquile. - Luca Lattanzi
8/12/2009
Un riconoscimento per Manocchia, giornalista Usa originario di Giulianova

Fonte: http://www.emmelle.it/
CRONACA
Mercoledì 12 agosto 2009
Un riconoscimento per Manocchia, giornalista Usa originario di Giulianova
La richiesta di nuovo avanzata a Comune e RegioneTERAMO - Torna, puntuale e paziente, da parte del giuliese Walter De Berardinis, la richiesta di un pubblico riconoscimento per un cittadino anch'egli giuliese. De Berardinis chiede un riconoscimento "al lavoro del noto giornalista italo-americano e già corrispondente dall’estero delle maggiori testate giornalistiche italiane, il giornalista Lino Manocchia, che da oltre 60anni vive e lavora negli U.S.A". La proposta, che era già stata avanzata ma che non ha mai avuto risposta, viene di nuovo inoltrata al Comune di Giulianova e alla Regione Abruzzo.
6/13/2009
Giulianova. Madre e figli chiusi nel parco giochi
Madre e figli chiusi nel parco giochi
il Centro — 11 giugno 2009 pagina 12 sezione: TERAMO
GIULIANOVA. Salva la moglie e i due figli chiamado il direttore di un quotidiano on line. E’ accaduto ieri mattina quando un uomo ha chiamato Walter De Berardinis , direttore di Giulianova News. L’uomo che telefonava da Nereto, dove lavora, stava cercado inutilmente di mettersi in contatto telefonico con il parco giochi Giocolandia, dove erano rimasti chiusi i suoi familiari. Scorrendo gli indirizzi su internet era incappato, forse per errore, nel numero di De Berardinis. «Erano le 11,30 quando mi ha telefonato», racconta De Berardinis, «all’inizio pensavo fosse uno scherzo. Ha raccontato che la moglie, insieme ai due bambini, era andata in bagno e quando è uscita ha trovato la fattoria (annessa la parco giochi, ndr) chiusa. Gli ho detto che ci sarei passato io, visto che comunque dovevo uscire e in effetti, quando sono arrivato sul posto, ho sentito la signora urlare». De Berardinis è andato nel laboratorio dei gestori del parco per avvisarli di quel che stava succedendo. Nel frattempo, mentre arrivavano rinforzi, ha rassicurato la signora piuttosto spaventata che finalmente, dopo qualche minuto, è stata liberata.
il Centro — 11 giugno 2009 pagina 12 sezione: TERAMO
GIULIANOVA. Salva la moglie e i due figli chiamado il direttore di un quotidiano on line. E’ accaduto ieri mattina quando un uomo ha chiamato Walter De Berardinis , direttore di Giulianova News. L’uomo che telefonava da Nereto, dove lavora, stava cercado inutilmente di mettersi in contatto telefonico con il parco giochi Giocolandia, dove erano rimasti chiusi i suoi familiari. Scorrendo gli indirizzi su internet era incappato, forse per errore, nel numero di De Berardinis. «Erano le 11,30 quando mi ha telefonato», racconta De Berardinis, «all’inizio pensavo fosse uno scherzo. Ha raccontato che la moglie, insieme ai due bambini, era andata in bagno e quando è uscita ha trovato la fattoria (annessa la parco giochi, ndr) chiusa. Gli ho detto che ci sarei passato io, visto che comunque dovevo uscire e in effetti, quando sono arrivato sul posto, ho sentito la signora urlare». De Berardinis è andato nel laboratorio dei gestori del parco per avvisarli di quel che stava succedendo. Nel frattempo, mentre arrivavano rinforzi, ha rassicurato la signora piuttosto spaventata che finalmente, dopo qualche minuto, è stata liberata.
5/12/2009
ATRI UN INCONTRO SUGLI STADI ITALIANI
ATRI UN INCONTRO SUGLI STADI ITALIANI
Un lungo viaggio attraverso gli stadi di calcio in Italia per scoprire il fascino della loro storia e delle loro vicende sportive. Questo è stato in sintesi, l’incontro tenuto ad Atri, lunedì 4 maggio, nelle aule del corso di laurea in Management dello Sport e delle Imprese Sportive per presentare il volume “Stadi d’Italia”. All’incontro, nel corso del quale si è parlato di 150 stadi, hanno partecipato Barbara Mazza, Sandro Solinas, l’autore del volume, e Walter De Berardinis, giornalista. Gli interventi conclusivi sono stati del docente Luigi Mastrangelo e del ricercatore Marco Di Domizio.
Un lungo viaggio attraverso gli stadi di calcio in Italia per scoprire il fascino della loro storia e delle loro vicende sportive. Questo è stato in sintesi, l’incontro tenuto ad Atri, lunedì 4 maggio, nelle aule del corso di laurea in Management dello Sport e delle Imprese Sportive per presentare il volume “Stadi d’Italia”. All’incontro, nel corso del quale si è parlato di 150 stadi, hanno partecipato Barbara Mazza, Sandro Solinas, l’autore del volume, e Walter De Berardinis, giornalista. Gli interventi conclusivi sono stati del docente Luigi Mastrangelo e del ricercatore Marco Di Domizio.
Gli Ultras di Giulianova mobilitati e solidali per l'Aquila
Senza Titolo
il Centro — 15 aprile 2009 pagina 44 sezione: LETTERE
Gli Ultras di Giulianova mobilitati e solidali
Come tutte le tifoserie di questo mondo, gli Ultras di Giulianova, caratterizzati dal forte senso di appartenenza alla locale squadra di calcio che milita nella 2º divisione (ex C2), si sono ritrovati tutti insieme per raccogliere gli aiuti in favore delle popolazioni terremotate. Da sempre, gli Ultras, sono stati considerati come una sottocultura giovanile, solo perché si identificano nei colori della loro squadra e usano vocaboli non proprio da bon ton. Io stesso sono rimasto stupefatto dal loro straordinario lavoro per aiutare la popolazione aquilana. L’evento tragico dell’Aquila, era stato anticipato il giorno prima dalla vittoria fuori casa della loro squadra contro i cugini del Celano, per 0 a 1, i ragazzi erano tornati dalla trasferta euforici e soddisfatti per essere rimasti in zona play-off. Dopo la terribile scossa, tramite sms e internet, si erano mossi per aprire un centro di raccolta indumenti e viveri presso uno dei ritrovi simbolo della tifoseria, il Bar Rubens Fadini. Senza saperlo, l’iniziativa diventava più grande di loro, tanto da richiedere l’apertura dell’attigua palestra annessa allo stadio comunale. Il tam-tam continuava, tanto che, presi dalla necessità, si organizzavano per fare turni e doppi turni, cioè, aperti 24 ore su 24, una bella responsabilità. Responsabilità anche quando qualcuno ha cercato di mettere avanti il discorso dell’igiene del posto e degli stessi viveri che vi erano stati introdotti, ma loro hanno tirato dritti per la loro strada. Poi tanta voglia di fare. Sono arrivati già nel pomeriggio di lunedì (6 aprile) i primi sfollati, alcuni ancora in pigiama e ciabatte, per caricare ciò di cui avevano bisogno per loro e per i propri famigliari. Solidarietà arrivata anche dai loro colleghi-tifosi del Pescara, della Sambenedettese, Juve Stabia ed infine anche un tifoso della Spal, giunto da Ferrara con un furgone pieno di viveri. Insomma li potremmo tranquillamente chiamare non governativi. Qualcuno, all ingresso, parlava di dare dei soldi, assolutamente, fanno cenno di no, loro non accettano soldi, solo viveri e vestiario, possibilmente nuovo. Poi, in collaborazione con alcune associazioni degli albergatori giuliesi, loro stessi si sono offerti di caricare le loro auto per portare cibo e abiti dentro le strutture alberghiere e negli affollati campeggi, raccogliendo anche le esigenze più banali ed essenziali per loro. Ma la buona volontà certe volte si scontra con la dura legge della burocrazia, una burocrazia come loro stessi hanno dichiarato, che uccide la voglia di aiutare e di fare, insomma tutti dritti sulla propria strada evitando polemiche pretestuose e nocive per la giusta causa. Perché sentirsi dire: cosa fanno gli Ultras? o peggio: ma siete legalmente riconosciuti per questa causa? Quando meno te lo aspetti, la solidarietà degli altri è una lezione di vita.
Walter De Berardinis
Giulianova alta
il Centro — 15 aprile 2009 pagina 44 sezione: LETTERE
Gli Ultras di Giulianova mobilitati e solidali
Come tutte le tifoserie di questo mondo, gli Ultras di Giulianova, caratterizzati dal forte senso di appartenenza alla locale squadra di calcio che milita nella 2º divisione (ex C2), si sono ritrovati tutti insieme per raccogliere gli aiuti in favore delle popolazioni terremotate. Da sempre, gli Ultras, sono stati considerati come una sottocultura giovanile, solo perché si identificano nei colori della loro squadra e usano vocaboli non proprio da bon ton. Io stesso sono rimasto stupefatto dal loro straordinario lavoro per aiutare la popolazione aquilana. L’evento tragico dell’Aquila, era stato anticipato il giorno prima dalla vittoria fuori casa della loro squadra contro i cugini del Celano, per 0 a 1, i ragazzi erano tornati dalla trasferta euforici e soddisfatti per essere rimasti in zona play-off. Dopo la terribile scossa, tramite sms e internet, si erano mossi per aprire un centro di raccolta indumenti e viveri presso uno dei ritrovi simbolo della tifoseria, il Bar Rubens Fadini. Senza saperlo, l’iniziativa diventava più grande di loro, tanto da richiedere l’apertura dell’attigua palestra annessa allo stadio comunale. Il tam-tam continuava, tanto che, presi dalla necessità, si organizzavano per fare turni e doppi turni, cioè, aperti 24 ore su 24, una bella responsabilità. Responsabilità anche quando qualcuno ha cercato di mettere avanti il discorso dell’igiene del posto e degli stessi viveri che vi erano stati introdotti, ma loro hanno tirato dritti per la loro strada. Poi tanta voglia di fare. Sono arrivati già nel pomeriggio di lunedì (6 aprile) i primi sfollati, alcuni ancora in pigiama e ciabatte, per caricare ciò di cui avevano bisogno per loro e per i propri famigliari. Solidarietà arrivata anche dai loro colleghi-tifosi del Pescara, della Sambenedettese, Juve Stabia ed infine anche un tifoso della Spal, giunto da Ferrara con un furgone pieno di viveri. Insomma li potremmo tranquillamente chiamare non governativi. Qualcuno, all ingresso, parlava di dare dei soldi, assolutamente, fanno cenno di no, loro non accettano soldi, solo viveri e vestiario, possibilmente nuovo. Poi, in collaborazione con alcune associazioni degli albergatori giuliesi, loro stessi si sono offerti di caricare le loro auto per portare cibo e abiti dentro le strutture alberghiere e negli affollati campeggi, raccogliendo anche le esigenze più banali ed essenziali per loro. Ma la buona volontà certe volte si scontra con la dura legge della burocrazia, una burocrazia come loro stessi hanno dichiarato, che uccide la voglia di aiutare e di fare, insomma tutti dritti sulla propria strada evitando polemiche pretestuose e nocive per la giusta causa. Perché sentirsi dire: cosa fanno gli Ultras? o peggio: ma siete legalmente riconosciuti per questa causa? Quando meno te lo aspetti, la solidarietà degli altri è una lezione di vita.
Walter De Berardinis
Giulianova alta
Presentata «La rivoluzione» di Ferrari
Presentata «La rivoluzione» di Ferrari
il Centro — 05 aprile 2009 pagina 06 sezione: TERAMO
GIULIANOVA. E’ stato presentato venerdì sera, nella sede dell’associazione culturale Piazza Dante, “La rivoluzione contro il Medioevo”, l’ultimo lavoro editoriale dell’avvocato giuliese (vive e lavora a Teramo), Pietro Ferrari . La prefazione del libro è di Massimo Micaletti , la la casa editrice è Solfanelli. Oltre dell’autore erano presenti Sandro Galantini , giornalista e storico e l’editore Marco Solfanelli . La serata è stata presentata da Walter De Berardinis . Tra i presenti anche l’assessore regionale ai trasporti Giandonato Morra. «“La rivoluzione contro il Medioevo”», si legge in una nota, «non è il pamphlet di un nostalgico, è piuttosto il canone argomentato e rigoroso di un intellettuale che propone un modello, non solo una weltanschauung, che possa ridare un senso, essere una sorta di bussola alla condizione smarrita dell’uomo contemporaneo. Pietro Ferrari dimostra dov’è l’inganno, svela quello che la rivoluzione ha tatticamente e violentemente coperto, dà voce e memoria a momenti della storia che sono stati cancellati per motivi che ai più appaiono inspiegabili e che sono invece le ragioni stesse del delirio relativista che pervade il nostro tempo». Pietro Ferrari è nato a Giulianova nel 1973, si è laureato in giurisprudenza all’università di Bologna e attualmente è avvocato presso il Foro di Teramo. Ha pubblicato vari saggi tra cui “Le schegge invisibili”, “Il grido dell’Europa” e “Auto da fé dell’Occidente”.
il Centro — 05 aprile 2009 pagina 06 sezione: TERAMO
GIULIANOVA. E’ stato presentato venerdì sera, nella sede dell’associazione culturale Piazza Dante, “La rivoluzione contro il Medioevo”, l’ultimo lavoro editoriale dell’avvocato giuliese (vive e lavora a Teramo), Pietro Ferrari . La prefazione del libro è di Massimo Micaletti , la la casa editrice è Solfanelli. Oltre dell’autore erano presenti Sandro Galantini , giornalista e storico e l’editore Marco Solfanelli . La serata è stata presentata da Walter De Berardinis . Tra i presenti anche l’assessore regionale ai trasporti Giandonato Morra. «“La rivoluzione contro il Medioevo”», si legge in una nota, «non è il pamphlet di un nostalgico, è piuttosto il canone argomentato e rigoroso di un intellettuale che propone un modello, non solo una weltanschauung, che possa ridare un senso, essere una sorta di bussola alla condizione smarrita dell’uomo contemporaneo. Pietro Ferrari dimostra dov’è l’inganno, svela quello che la rivoluzione ha tatticamente e violentemente coperto, dà voce e memoria a momenti della storia che sono stati cancellati per motivi che ai più appaiono inspiegabili e che sono invece le ragioni stesse del delirio relativista che pervade il nostro tempo». Pietro Ferrari è nato a Giulianova nel 1973, si è laureato in giurisprudenza all’università di Bologna e attualmente è avvocato presso il Foro di Teramo. Ha pubblicato vari saggi tra cui “Le schegge invisibili”, “Il grido dell’Europa” e “Auto da fé dell’Occidente”.
5/02/2009
4/03/2009
Medioevo e rivoluzione, libro di Ferrari

Medioevo e rivoluzione, libro di Ferrari
il Centro — 02 aprile 2009 pagina 06 sezione: TERAMO
GIULIANOVA. Domani alle 22 nella sede dell’associazione culturale “Piazza Dante” di Giulianova Alta sarà presentato il libro dell’avvocato giuliese Pietro Ferrari “La rivoluzione contro il Medioevo“, con la prefazione di Massimo Micaletti (Edizioni Solfanelli - Chieti). Interverranno Sandro Galantini , giornalista e storico. Sarà presente l’autore e modererà Walter De Berardinis . «Cosa vuol dire medievale? Cosa vuol dire rivoluzionario? Pietro Ferrari se lo chiede con questo saggio coinvolgente e affilato», si legge in una nota dell’associazione, «e nella sua lucida ed impietosa critica della modernità, assume e conclude che il medioevo e la rivoluzione non sono fenomeni storici o culturali più o meno prossimi a noi. Sono piuttosto categorie dello spirito. Come si può pensare, allora, leggendo il libro di Pietro Ferrari, che la rivoluzione sia una categoria dell’oggi mentre il medioevo appartenga al passato? La rivoluzione contro il medioevo non è il pamphlet di un nostalgico, è piuttosto il canone argomentato e rigoroso di un intellettuale che propone un modello, non solo una weltanschauung, che possa ridare un senso, essere una sorta di bussola alla condizione smarrita dell’uomo contemporaneo».
Pietro Ferrari è nato a Giulianova nel 1973. Laureato in giurisprudenza, ha già pubblicato diversi saggi.
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